IL TERRITORO

IL FIUME SANTERNO

I COMUNI DELLA VALLE DEL SANTERNO
Piccola panoramica sui comuni della Valle Del Santerno, ovvero Casalfiumanese, Borgo Tossignano, Fontanelice, Castel Del Rio, Firenzuola....
IL FIUME SANTERNO
Il fiume Santerno è l'asse ideale della vallata e la sua risalita permette di osservare sia l'ambiente - che dalla pianura gradualmente si trasforma in montagna ...
LA FAUNA
Alcuni tra i più caratteristici animali che puoi trovare nella Valle Del Santerno, Vipera, Cinghiale, Gufo Reale, Capriolo, Falco Pellegrino, Tasso, Istrice,.....
LA FLORA
Alcune tra le piante più comuni che si possono ammirare nella valle del Santerno : Bucaneve, Colchico Anemone dei boschi, Erba trinità, Dente di cane ...
IL BOSCO DELLA FRATTONA
Il Bosco della Frattona si estende quasi per intero sulla destra idrografica del Rio Correcchio, un affluente del Sillaro, che ne costituisce il confine naturale...
DOVE ALLOGGIARE
Indicazioni su dove poter alloggiare nella valle del Santerno. Informazioni utili sugli albergi, agriturismi, bed & breakfast nella zona
DOVE MANGIARE E BERE
Ristoranti dove poter assaggiare e bere i prodotti tipici della valle del Santerno e dell'Emilia Romagna





Il fiume Santerno è l'asse ideale della vallata e la sua risalita permette di osservare sia l'ambiente - che dalla pianura gradualmente si trasforma in montagna - sia le singole particolarità del territorio. La S.P. Montanara, con piccole deviazioni, è il percorso da seguire per la nostra scoperta.

Alveo Fluviale
Alveo Fluviale

Dalla zona dell'autodromo di Imola imboccate via Codrignano. Oltrepassata la cava di argilla per uso ceramico, esattamente dove la rotabile curva per affrontare una breve salita (Piovighetto), nelle rive del Santerno incise dall'erosione gli esperti possono osservare il passaggio tra le ere Terziaria e Quaternaria.
Nel letto del fiume sono abbondanti i fossili che biancheggiano sul grigio dell'argilla.
Giunti a Codrignano andate al ponte sul Santerno. Il fiume scorre in un canyon 16 m più profondo del livello d'anteguerra, poiché le escavazioni di ghiaia dall'alveo hanno messo a nudo il sottostante fondo argilloso. È un esempio spesso citato, certamente in negativo, di come l'uomo possa innescare un processo di degrado difficilmente arrestabile. A monte del ponte possiamo invece osservare la diga che dà origine al Canale dei Mulini, opera antichissima, più volte rifatta per assicurare a Imola un corso d'acqua che favorisse la difesa della città, una via navigabile verso il Delta ed il mare, oltre che una fonte di forza motrice per macinare.

Le Acque Del Santerno
Le Acque Del Santerno

Andate ora alla S.P. Montanara, esattamente in corrispondenza del cartello che segnala l'abitato di Casalfiumanese. Una stradella a fondo ghiaiato si stacca sulla destra; percorrendone poche centinaia di metri, oltre il ponticello che attraversa il Rio Salato, si possono notare, nel fondo del minuscolo corso d'acqua, delle bollicine di emanazioni gassose che trascinano in superficie delle patine di idrocarburi colorati. La piccola valle calanchiva è caratterizzata dalla presenza di sorgenti salate, utilizzate nel passato per l'estrazione del sale.
La sorgente del Monte dell'Acqua Salata, alla testa del Rio Mescola, venne pure sfruttata in passato.

Ponte Degli Alidosi
Ponte Degli Alidosi

Il margine superiore del versante sinistro della valle è una verticale riva sabbiosa, giallastra: il "cappellaccio", che sovrasta i calanchi e segna la fine del ciclo di sedimentazione. Tale evento è ancora più evidente nella valle del Rio Casale e in quella del Rio Mescola, a monte di quella che stiamo percorrendo.
Dal ponte di Borgo Tossignano, la passeggiata lungofiume recentemente sistemata permette una bella scoperta del punto dove il Santerno taglia la Vena del Gesso, a partire dal macigno del Sasdello, grosso spuntone gessoso precipitato nel fiume. Proseguendo si possono seguire le regolari stratificazioni della Vena, proprio sotto il filo della corrente. Dall'altro lato della valle incombe il colle roccioso di Paradisa dove, fino alla seconda guerra mondiale, si svilupparono cave di gesso il cui estratto veniva trasportato in paese con una teleferica.

Riva Dei Cavalli
Riva Dei Cavalli

Dai ruderi della Rocca di Tossignano si osserva il miglior panorama della Vena del Gesso, tanto ad oriente, dove la formazione è continua e nettissima nel paesaggio, quanto ad occidente dove appare scomposta in colline discontinue seppure ben evidenti. Poco sotto i ruderi, nei pressi della chiesa, si individuano le tracce di una cava di gesso di epoca romana, la più antica della nostra Regione.
Appena a valle di San Giovanni di Fontanelice si sviluppa la grande ansa fluviale di Mulino Campola (con l'antico edificio) a fondo ghiaiato, orlata da vegetazione caratteristica e ricca di avifauna; un altro punto per osservare la media Valle del Santerno è il ponte sulla strada che, oltrepassato il capoluogo comunale, sale alla chiesa di Santa Maria Maddalena.
Appena a valle di Castel del Rio imboccate la strada della Bordona che sale verso Piancaldoli. I primi ripidi tornanti, tagliati nella roccia, permettono di osservare da vicino la struttura della formazione marnoso-arenacea in cui si sviluppano.
A Castel del Rio l'area attrezzata nei pressi del ponte Alidosi è utilizzata per la balneazione nelle acque ancora pulite.
Oltrepassato Moraduccio, sul confine con la provincia di Firenze, una strettissima stradella scende al Santerno, sotto la cascata del Fosso Canaglia (allusione ai contrabbandieri che l'attraversavano) che si getta nel corso principale. Una breve passeggiata porta poi a Castiglioncello, suggestivo borgo disabitato ai piedi del Monte La Fine.
Poco prima di giungere a Coniale, mentre si imbocca il ponte della Rimessa, ci si trova di fronte alle Balze di Scarampola, una serie di strati arenacei verticalizzati e piegati a contatto con le argille scagliose che debordano da occidente.
In paese possiamo invece osservare una grande sequenza di strati marnoso-arenacei, sulla riva opposta del fiume messa a nudo dall'erosione. Ormai in provincia di Firenze, l'alta Valle del Santerno è caratterizzata da roccia più arenacea, tenace e ampiamente utilizzata come pietra da taglio.
Tra San Pellegrino e Firenzuola numerose cave si aprono ai bordi della strada.