IL TERRITORO

I COMUNI DELLA VALLE DEL SANTERNO

I COMUNI DELLA VALLE DEL SANTERNO
Piccola panoramica sui comuni della Valle Del Santerno, ovvero Casalfiumanese, Borgo Tossignano, Fontanelice, Castel Del Rio, Firenzuola....
IL FIUME SANTERNO
Il fiume Santerno è l'asse ideale della vallata e la sua risalita permette di osservare sia l'ambiente - che dalla pianura gradualmente si trasforma in montagna ...
LA FAUNA
Alcuni tra i più caratteristici animali che puoi trovare nella Valle Del Santerno, Vipera, Cinghiale, Gufo Reale, Capriolo, Falco Pellegrino, Tasso, Istrice,.....
LA FLORA
Alcune tra le piante più comuni che si possono ammirare nella valle del Santerno : Bucaneve, Colchico Anemone dei boschi, Erba trinità, Dente di cane ...
IL BOSCO DELLA FRATTONA
Il Bosco della Frattona si estende quasi per intero sulla destra idrografica del Rio Correcchio, un affluente del Sillaro, che ne costituisce il confine naturale...
DOVE ALLOGGIARE
Indicazioni su dove poter alloggiare nella valle del Santerno. Informazioni utili sugli albergi, agriturismi, bed & breakfast nella zona
DOVE MANGIARE E BERE
Ristoranti dove poter assaggiare e bere i prodotti tipici della valle del Santerno e dell'Emilia Romagna





CASALFIUMANESE

  • altitudine: 125 m slm;
  • abitanti: 3.030;
  • superficie: 82 kmq;
  • frazioni di Borgo Casale, Sassoleone e San Martino in Pedriolo.
Vie Di Accesso : da Imola prendere la S.P. 610 (10 km in direzione Firenze); da Castel San Pietro Terme la S.P. Sillaro Bordona e poi la S.P. 17 attraverso Croara.

Trasporti Pubblici : autobus da e per Bologna, Imola, Firenzuola e una corsa al giorno per Casalfiumanese: una linea dal centro storico a Borgo Casale.

Economia : l'agricoltura è fiorente, con una superficie ad albicocco fra le maggiori d'Italia. Ampi frutteti, vigne di qualità e, nelle alte colline che guardano la Valle del Sillaro, prati e pascoli con importanti allevamenti di bovini e ovini da carne. A Borgo Casale c'è una vasta area industriale: sono presenti imprese della ceramica, del mobile e dell'arredamento, della cartotecnica, dell'edilizia, della metalmeccanica, dell'elettronica e un diffuso artigianato.

Visite Consigliate :

  • Chiesa romanica e convento di Riviera È l'edificio di culto più antico di tutta la media Valle del Santerno e l'unica struttura conventuale rimasta in tutta la zona. Secondo la tradizione, il complesso fu edificato nel XIV secolo per volontà di Beato Giovanni Tavelli da Tossignano e fu un santuario molto noto. La leggenda riporta che il beato passò a piedi il fiume in piena per recarvisi a pregare._Fu convento dei Padri Serviti dal 1430 al 1652. All'interno della chiesa venne rinvenuta una tavola, raffigurante la Madonna col Bambino, opera di Jacopo Bellini, attualmente conservata a Brera.
  • Fiagnano Sui bellissimi calanchi del Pliocene, ove nacque papa Onorio II, sono ancora visibili i resti del castello e il campanile dell'antica chiesa.
  • Pieve di Sant'Andrea È un abitato ancora racchiuso entro le mura costruite dai Bolognesi nel 1400 e conserva un'impronta tipicamente medievale con una torre rotonda alta 10 m. La chiesa, nominata nel IX sec., è stata rifatta alla fine del secolo scorso.
  • Torre Pedriaghe (Pieve di Sant'Andrea) È una massiccia fortificazione eretta dai Bolognesi nel XIV sec., con una torre alta 14 m, e proseguita dagli Alidosi nel secolo successivo.
  • Ville ottocentesche dei conti Masolini e dei Manusardi Con i rispettivi parchi, sono ubicate nelle vicinanze del centro storico di Casalfiumanese.
  • Ponti di Croara Erano strutture di sostegno della sede stradale, chiamate "ponti". Catterizzavano un tempo la strada che correva sul crinale calanchivo da Croara a Montemaggiore.
  • Chiesa di San Martino in Pedriolo Sulla destra del torrente Sillaro, fu eretta nel 1819 su disegno di Venturoli e nel 1881 fu dotata di campanile. Contiene un quadro di San Martino del Tadolini (1780). L'antica e primitiva chiesa fu anche plebana nel 1300.
  • Ponte Bailey di Carseggio Ponte militare costruito durante la seconda guerra mondiale.
Sentiero Naturalistico Luca Ghini
Nel 1490 nasceva, sulle colline della Croara (Casalfiumanese), Luca Ghini, uno dei fondatori

Villa Manusarti
Villa Manusarti

della botanica moderna. La sua innovativa impostazione scientifica non incontrò il favore della Bologna pontificia, dove insegnava all'Università dal 1528, ma trovò spazio per realizzare il primo giardino botanico universitario nel mondo a Pisa, nella Toscana di Cosimo de' Medici. Il percorso suggerito parte da Casalfiumanese e sfrutta una vecchia strada comunale che conduce al sito della casa dello studioso, nel più classico ambiente dei calanchi, fino a raggiungere Monte Maggiore. Si consiglia la percorrenza in primavera per ammirare la fioritura.

...infinite possibilità per i bikers
attorno a Casale

Tutt'attorno a Casalfiumanese si contano infinite possibilità per i bikers, nelle tante stradine che intersecano quest'ambiente di frutteti, seminativi e calanchi. Il giro di più ampio respiro è senz'altro quello che cinge l'intera vallata del Rio Casale, molto panoramico e vario malgrado la quota modesta. Il percorso taglia alto il versante destro del Rio Salso, che prende il nome dalle numerose sorgenti salate che lo caratterizzano in passato utilizzate per l'estrazione del sale, e prosegue lungo i margini dei calanchi con scorci panoramici sui bacini di Cavezzana. Incontra poi la macchia di pini neri, luogo dopo un tempo sorgeva l'antica Croara, borgo natale di Luca Ghini, uno dei principali propulsori della botanica moderna e fondatore del primo orto botanico universitario del mondo.

BORGO TOSSIGNANO

  • altitudine media: 80 m slm (a Tossignano 270 m);
  • abitanti: 3.167;
  • superficie: 29 kmq;
  • frazioni di Tossignano e Codrignano.
Vie Di Accesso : da Imola percorrere la S.P. 610 (11 km in direzione Firenze) o la S.P. di Codrignano.

Trasporti Pubblici: autobus da e per Bologna, Imola, Firenzuola e una corsa al giorno per Tossignano

Economia : industria e agricoltura sono le principali risorse di questo territorio. A fondo- valle e nelle prime colline sono diffusi la frutticoltura (soprattutto albicocco, pesco e susino) e i vigneti che danno vino di alta qualità. Nel fondo- valle, fra Casalfiumanese e Borgo, una vasta area industriale e commerciale ospita numerose aziende. Al primo posto la ceramica, ma significative anche le imprese meccaniche, dell'abbigliamento, del cartone ondulato e fiorente l'artigianato.

Visite Consigliate :

  • La rocca di Tossignano Del vecchio castello restano ancora una porta di accesso, detta di San Francesco, di un baluardo rotondo, un tratto di cortina, tracce del camminamento di ronda e la base di una torre quadrata della rocca fatta costruire dai Bolognesi nel 1256, fortificata da Caterina Sforza nel 1493 e demolita dalla Santa Sede. Dalla rocca si gode uno splendido panorama.
  • La Chiesa di San Girolamo (Tossignano)

    Chiesa di San Girolamo
    ChiesaSanGirolamo

    Officiata nel 1858 dai Carmelitani, ospita un prezioso organo seicentesco e una rappresentazione della Vergine, opera dello Zampa.
  • La Chiesa parrocchiale (Tossignano) Antica chiesa fatta risalire al V secolo, distrutta durante la seconda guerra mondiale, di cui è rimasto soltanto il campanile.
  • Il ponte Bailey di Rineggio Struttura modulare in acciaio, realizzata dagli Alleati durante la seconda guerra. È lungo 70 m.
  • Il Palazzo Baronale A Tossignano notevole testimonianza dell'antico abitato, è stato oggetto di un eccellente restauro e ospita il Centro Visite e Documentazione della Vena del Gesso. In una parte del Palazzo è collocato anche un Museo della Cultura Materiale che si sta arricchendo di materiali assai interessanti, frutto di donazioni.
  • I resti della Villa delle Banzole Vi ebbe origine la famiglia dello scrittore Alfredo Oriani di Casola Valsenio; località famosa anche per l'attacco che gli Oriani subirono ad opera del Lazzaretto amico del Passatore.
La Vena Del Gesso
Impegnativa ma piacevole passeggiata che conduce attraverso distese di fiori e tipici paesaggi della zona, una visione d'insieme della Vena del Gesso e dei calanchi allo sbocco del Santerno. Sicuramente la perla naturalistica della zona, lunga una quindicina di km e larga un paio, la Vena del Gesso è la più grande catena di gesso selenitico d'Europa. Tutta la zona è caratterizzata da diffusi fenomeni carsici, valli cieche e grotte di notevole sviluppo, da una flora molto diversificata, con una piccola felce (Cheilanthes persica) che ha qui l'unica stazione in Italia. L'inizio del percorso tocca la più antica cava di gesso della regione, risalente all'epoca romana repubblicana, mentre lungo la via del ritorno si incontrano, all'ombra dei cedri e dei tigli, i ruderi delle Banzole teatro delle gesta del Passatore.

Grande Circuito Della Romagna (G.C.R.)
La prima tappa di questo percorso che attraversa l'Appennino Romagnolo fino a San Leo nel Montefeltro, si trova nel territorio di Borgo Tossignano. L'itinerario è di grande interesse naturalistico: consente infatti di esplorare la Vena del Gesso romagnola nel tratto della Riva di San Biagio, considerato uno dei più spettacolari per la ricchezza e varietà della flora e per le formazioni geomorfologiche.

FONTANELICE

  • altitudine: 165 m slm (l'altitudine del territorio arriva fino a 526 m);
  • abitanti: 1.890; - superficie di 36,57 kmq;
  • frazioni di Prato, Villa San Giovanni, Campomoro, Gaggio, Orsara, Fornione, Posseggio, e Monte Morosino, Mercatello (Maddalena).
Vie Di Accesso : da Imola percorrere la S.P. 610 (17 km in direzione Firenze); da Castel San Pietro Terme la S.P. Sillaro Bordona e la S.P. 34 Pieve di Gesso; da Casola Valsenio la Strada della Lavanda.

Trasporti Pubblici : autobus da e per Bologna, Imola, Firenzuola.

Economia : agricoltura, turismo, piccole industrie: ecco le tre risorse che qualificano l'economia di Fontanelice. Escluse alcune delle zone più alte, dove troviamo mediche, grano e pascoli (con bovini, qualche ovino e struzzi), l'agricoltura si impernia sul vigneto e sulla frutticoltura, con aziende altamente specializzate. Alcuni viticoltori producono vini che per qualità si collocano ai primi posti nella regione. Per questo Fontanelice è fra le oltre 400 "Città del vino". Nella frutticoltura prevalgono pesche e albicocche: terreni fino a qualche decennio fa vergini, di buon impasto e ben esposti, offrono produzioni di alta qualità. Nel turismo Fontanelice si segnala per la qualità delle strutture di accoglienza e di ristorazione, nonché per la molteplicità delle iniziative promozionali. Infine l'industria: alcune piccole aziende metalmeccaniche, di falegnameria e un artigianato in crescita formano un tessuto interessante e solido.

Visite Consigliate :

Fiume Santerno, ansa di Campola
Fiume Santerno,
ansa di Campola

  • Santuario della Madonna del Rio È uno dei tanti santuari mariani del XVII sec. La chiesa dell'architetto Domenico Trifogli, prozio di Cosimo Morelli, fu eretta nel 1714 e abbandonata nel 1972. Restano i ruderi che ancora mostrano le belle linee architettoniche.
  • L'Arco È la nuova porta, costruita nel 1842 su disegno dell'architetto Luigi Zampa in sostituzione dell'antica porta del castello di Fontana Elice.
  • Palazzo Pubblico È il vecchio Palazzo Comunale su cui si alza la Torre dell'Orologio. Oggi è la sede della Biblioteca Comunale e dell'Archivio-Museo Giuseppe Mengoni.
  • Monte Battaglia
    Monte Battaglia

  • Chiesa parrocchiale di SS. Pietro e Paolo Era in antico la chiesa dei Servi di Maria col vicino convento costruiti nel 1548. I monaci vi rimasero fino al 1798. Fu distrutta nella seconda guerra mondiale ed è stata ricostruita nella versione attuale. Conserva pitture di notevole valore, tra cui una icona bizantina e una pala di scuola carraccesca.
  • Vecchio mulinoCon macine in sasso provenienti dall'antico mulino Campola.
  • Scuola elementare G. Mengoni Opera dell'architetto Remigio Mirri.
  • Fornione, la torre
    Fornione, la torre

  • Rocca di Monte Battaglia (nel Comune di Casola Valsenio) Documenti antichi citano un castello sorgente in questa zona già nel 1154. La rocca passò in varie mani e nel 1500 divenne possedimento della Santa Sede. Resta l'imponente maschio a pianta quadrangolare alto 14 m e un contrafforte eretto da Caterina Sforza nel 1494. Un monumento recentemente inaugurato e una lapide ricordano i duri combattimenti che si svolsero in questa località nella seconda guerra mondiale.
  • Torre di Fornione È una robusta costruzione alta 10 m, residuo del palazzo eretto nel 1567 da Nicola Alidosi. Collegati alla torre, adibita ad abitazione, troviamo alcuni edifici affrescati con i ritratti di tutti i membri della famiglia Alidosi, l'ingresso ad arco e la corte con porticato.

CASTEL DEL RIO

  • altitudine: 230 m slm (l'altitudine del territorio varia fra i 165 m del Santerno e gli oltre 950 m delle pendici di Monte La Fine a ovest e di Monte La Faggiola a sud);
  • abitanti 1.219;
  • superficie 52,56 kmq nella Valle del Santerno e nell'alto Sillaro;
  • frazioni di Moraduccio-Valsalva e di Giugnola-Belvedere.
Vie Di Accesso : da Imola percorrere la S.P. 610 (25 km in direzione Firenze); da Castel San Pietro Terme la S.P. Sillaro Bordona e dalla Valle del Senio la Strada della Lavanda (poi a Fontanelice, prendere la direzione sud).

Trasporti Pubblici : autobus da e per Bologna, Imola, Firenzuola, Piancaldoli.

Economia : la principale risorsa è quella del turismo, per l'ambiente di tipo montano e per alcuni pregevoli monumenti, tra cui il Palazzo Alidosi (all'interno del quale vi sono alcune stanze visitabili) e il ponte omonimo. Nelle alte pendici prevalgono i boschi cedui ed i castagneti.

I marroni di Castel del Rio sono protetti da un marchio esclusivo e la loro coltivazione è promossa e tutelata da un Consorzio che riunisce i principali produttori. Sulle terrazze del Santerno è diffusa la frutticoltura (albicocco, pesco, susino).

Visite Consigliate :

  • Chiesa e rocca di Valmaggiore La primitiva chiesa di Valmaggiore fu probabilmente eretta attorno al Mille, dipendeva dalla pieve di Tossignano e soltanto più tardi fu dotata di fonte battesimale. Abbandonata negli anni '50, è stata di recente restaurata. Davanti alla chiesa si trova il cimitero, uno dei pochi esempi di architettura nel suo genere. A pochi metri dalla chiesa si rinvengono, coperti dalla vegetazione, i ruderi del castello di probabile origine longobarda, abbandonato nel 1534. Da Valmaggiore transitò, nel 1506, il papa Giulio II diretto a Imola.
  • Castellaccio L'antico Castrum Rivi, sorto su un poggio che domina l'attuale paese, nominato nel 1179, fu feudo incontrastato della famiglia Alidosi fino al suo abbandono dopo il 1500. Della rocca a pianta rettangolare restano l'imponente rudere del maschio a pianta rotonda, parte della cortina di mezzogiorno e uno spigolo di torre quadrata, oltre alle fondamenta e a tratti di camminamento sotterraneo.
  •  Oratorio della Madonna del Sudore
    Oratorio della
    Madonna del Sudore

  • Palazzo Alidosi All'entrata nord del paese, progettato da Francesco, nipote di Antonio da Sangallo il Giovane, il Palazzo fu costruito dagli Alidosi a partire dal 1542 come edificio che doveva servire da fortezza e residenza signorile contemporaneamente. L'edificio, di dimensioni imponenti, doveva essere originariamente a pianta quadrata, con quattro bastioni angolari a losanga ed un grande cortile interno, ma la costruzione fu interrotta per mancanza di fondi nel 1545. Esiste ancora la parte a levante, dove è possibile ammirare anche internamente il cortiletto della fontana, autentico gioiello architettonico con belle linee rinascimentali.
  • Ponte Alidosi Sul fiume Santerno, ad una sola arcata di 42 m di corda, è uno dei più begli esempi architettonici nel suo genere. Iniziato il 5 agosto 1499 da Andrea Gurrieri, ha sopportato 5 secoli e ha resistito alle devastazioni della seconda guerra mondiale. È monumento nazionale dal 1817.
  • Montefune
    Montefune

  • Cantagallo Il castello, di cui restano i suggestivi ruderi di una torre alta 7 metri, nel 1292 fu in possesso di Maghinardo Pagani, per passare poi al Comune di Imola nel 1534.
  • Chiesa della Madonna del Sudore A fianco del Palazzo Alidosi, fu costruita nel 1883 per collocarvi una immagine sacra della Madonna. Fu restaurata nel 1815 e dotata di elegante facciata nel 1925.
  • Montefune Località a sud- ovest del capoluogo, a 715 m slm. La primitiva chiesa, più in basso rispetto all'attuale, nel 1525 era affidata, con il relativo convento poi soppresso, ai Carmelitani scalzi che l'abbandonarono nel 1652. Nel 1669 venne dichiarata sede parrocchiale.
  • Sestetto Bellissimo borgo rurale raggiungibile dalla strada per Sant'Andrea, con particolari architettonici di pregio.

Castiglioncello
Percorso suggestivo, piuttosto frequentato, che attraversa fitti boschi cedui e grandi castagneti.

Castiglioncello
Castiglioncello

Partendo dall'alta Valle del Santerno, dalla chiesa romanica di S. Andrea, passando per Lama dei Ronchi dove, nonostante la modesta quota, l'ambiente è aspro e interessante, fino ad arrivare al borgo fantasma di Castiglioncello, che per poche centinaia di metri si trova in territorio toscano sulle estreme pendici meridionali del Monte la Fine. Qui è possibile ammirare la struttura del castello medioevale, ben conservata sopratutto sul lato Nord, potenziata in epoca granducale, trattandosi del posto di confine con lo Stato della Chiesa.

Cascata Di Moraduccio
È un luogo molto suggestivo ed interessante dal punto di vista naturalistico

Cascata Di Moradduccio
Cascata Di
Moradduccio

sia per gli esemplari di castagni di dimensioni inusuali, i più antichi della Valle e ancora produttivi, che per la fauna ricca di ungulati ed uccelli. Questo percorso passa attraverso il territorio che fu zona di confine tra il Granducato di Toscana e lo Stato della Chiesa, luogo dove fiorirono anche il contrabbando e la malavita. Si dice, infatti, che il rio Canaglia che scende dal Ronco e taglia in due Moraduccio abbia preso il nome in quel tempo. Si prosegue fino a raggiungere il Castello di Tirli di cui non rimane più nulla, ma che ebbe un passato glorioso, essendo costruito in posizione strategica per dominare la valle di Tirli

Monte La Fine
Il percorso, in andata, attraversa un ambiente dominato dall'imponente massiccio di Monte La Fine, sormontato da un pilastro in arenaria e caratterizzato dai fitti boschi, selve di castagno, sorgenti e lembi di vegetazione spontanea. La posizione dominante e isolata offre dalla vetta un panorama molto ampio che abbraccia il sasso di San Zanobi, il Sasso della Mantesca e la croce dei Tre Poggioli. Sul percorso del ritorno, verso Rio Magnola, offre zone di pascolo punteggiati di ginepro e ginestre dove non è raro incontrare sorgenti naturali vicine al torrente. Particolarmente interessanti sono alcuni gruppi di abitazioni rurali di Montefune e Paroncellina.

LE FRAZIONI DI FIRENZUOLA

Il vasto territorio, con al centro il capoluogo Firenzuola, è costituito da ben 27 frazioni, alcune delle quali completamente disabitate ed in totale degrado:
  • Bordignano, in amena e soleggiata posizione, con alle spalle estesi castagneti.
  • Brento Sanico, frazione oggi completamente disabitata, individuata nel PRGC come zona per la escavazione della "pietra di Firenzuola"; a testimonianza della sua antichità rimangono alcuni oggetti sacri di grande valore storico-artistico, fra i quali una croce astile di rame lavorato a graffito del XII sec. contenente tracce di doratura.
  • Bruscoli, aperta e ridente frazione prossima ai caselli autostradali di Roncobilaccio e di Pian del Voglio; in passato faceva parte della contea degli Alberti di Vernio e Mangona, citati da Dante nel canto XXXII dell'Inferno, ai vv. 55-56. Vi si trova un interessante piccolo "Museo storico etnografico", sorto per iniziativa del Gruppo Archeologico della frazione, associazione legalmente costituita e riconosciuta dalla Sovrintendenza di Firenze; vi sono sistemati oltre mille fra reperti archeologici, attrezzi della civiltà contadina e residuati bellici del 2° conflitto mondiale.
  • Caburaccia, frazione dotata di un accogliente agriturismo.
  • Casanuova, soleggiata frazione situata nella pendice settentrionale di Castel Guerrino, deve la sua notorietà soprattutto al fatto che deteneva in parrocchia, sino a pochi lustri or sono, un gruppo ligneo policromo trecentesco, raffigurante il "Compianto sul Cristo morto" oggi al Museo diocesano di Santo Stefano al Ponte in Firenze.
  • Castelvecchio si trova alle origini del torrente Diaterna, sul dorso dell'Appennino di Pietramala. Nelle sue vicinanze esiste un toponimo piuttosto interessante e significativo, la "Fossa di Catilina": un'antica tradizione vuole che da queste parti sia venuto a morire Lucio Sergio Catilina, oppositore della oligarchia senatoria e cospiratore denunciato in Senato da Cicerone; oggi la frazione è sede di cantieri per la realizzazione della ferrovia ad alta velocità.
  • Castiglioncello, già piccolo castello di frontiera con dogana di 3^ classe, si presenta oggi in uno stato di totale decadenza ed abbandono; nel 1821 vi sostarono per oltre due mesi i soldati granducali, al fine "d'invigilare il confine toscano", dal momento che da quelle parti passò la truppa "tedesca" per andare, in ossequio al congresso di Lubiana, a domare i moti rivoluzionari dei Carbonari nel Regno di Napoli. Alcuni lustri or sono vi fu girato il film "La linea gotica", che rappresentò, senza troppo successo, l'Italia al festival di Cannes.
  • Castro San Martino, piccolo, grazioso borgo situato alla sinistra delle scaturigini del fiume Santerno, lungo la strada provinciale per il Passo della Futa.
  • Coniale posto il fiume Santerno è luogo molto frequentato dai bagnanti estivi, proprio perchè esso offre, nei pressi della Pieve di Camaggiore, una straordinaria "piscina" naturale ed un perfetto "solarium" di rocce bianche e lisce. Da segnalare le presenza, nella pieve suddetta, di un Cristo ligneo, scultura policroma del XII sec., attualmente in restauro presso la Sovrintendenza ai Beni artistici di Firenze, di grande valore.
  • Cornacchiaia, frazione situata lungo la strada provinciale per la Futa, è molto antica e ne fa fede la interessante pieve millenaria fondata sembra, da S. Zanobi e ricostruita dalla contessa Matilde; quivi è nato nell'anno 1897 lo scrittore Tito Casini, cofondatore, insieme a Lisi, Giuliotti, Papini, Bargellini ed altri, della rivista letteraria fiorentina "Il Frontespizio", nel 1929.
  • Covigliaio, stazione climatica, luogo di villeggiatura, frazione ricca di ottime acque, è stato luogo in cui hanno sostato illustri personaggi, fra i quali lo Zar Nicola I di Russia, Carlo Alberto di Carignano, Pio IX, Walter Scott, Gordon Byron, Tyrone Power e re Faruk.
  • Filigare, delizioso paesino ai confini con l'Emilia, presso le sorgenti del fiume Idice; proprio sul confine del Granducato c'era un'importante dogana di 2^ classe e a tuttt'oggi v'è il bell'edificio di pietra, adeguatamente restaurato. Da Bologna vi veniva in villeggiatura il poeta toscano Giosuè Carducci.
  • Frena, piccolo borgo immerso in un ambiente incontaminato coperto da secolari castagni e da ampi boschi ricchi di querci, carpini e faggi, ha storia molto antica ed il toponimo sembra trarre origine dai liguri Frenati che vi si stabilirono.
  • Giugnola, frazione singolarmente divisa in due dal confine di regione, ha dato i natali al cardinale Antonio Bacci, latinista insigne, estensore delle encicliche di numerosi papi (Pio XI, Pio XII e Giovanni XXIII), nella lingua di Cicerone.
  • Monti è frazione situata quasi ai confini con il comune di Casteldelrio (BO), digradante in aspri e scoscesi dirupi verso il Santerno, particolarmente soleggiata.
  • A Moscheta, nel 1034 Giovanni Gualberto dei Visdomini fondò una abbazia divenuta celebre, dove i monaci dell'ordine dei Vallombrosani, si dedicarono all' assistenza dei poveri, dei malati e dei pellegrini. Del periodo iniziale si conserva una croce astile (cm 30 x 23), molto probabilmente del XII secolo, in rame dorato con graffiti; "molti elementi iconografici fanno sentire l'influenza dell'arte longobarda e carolingia". L'ambiente naturale in cui si trova quel che resta dell'antica abbazia, è particolarmente bello ed ossigenante.
  • Peglio è una minuscola frazione "in costa sul fianco meridionale di un poggio di calcarea dolomitica, circa miglia 1 e mezzo dai Fuochi di Pietramala e miglia due dal villaggio omonimo e dalla sua dogana"; anche qui esisteva un di quei "fuochi" (giacimenti di gas metano), il quale, forse per non aver causato guai, venne chiamato "paradiso".
  • Piancaldoli dista dal capoluogo di Firenzuola ben 25 Km ed è frazione situata nei pressi delle sorgenti del Fiume Sillaro (Rivus Sullae); ha storia piuttosto antica ed è rammentata nelle sue Istorie Fiorentine da Niccolò Machiavelli. Sembra che, così fermamente si asserisce in zona, quivi abbia avuto i natali, il 15 ottobre del 1608, il celebre matematico e fisico Evangelista Torricelli.
  • Pietramala è ridente stazione climatica estiva che deve la sua fama soprattuttoai "fuochi", cioè a quei fenomeni, oggetto di attenti studi anche da parte di Alessandro Volta, che davano adito, in seguito alle emanazioni gassose, ad improvvise e costanti fiammelle; oggi vi sono i pozzi metaniferi, con tanto di distributore per autoveicoli. Pietramala è stata una delle località preferite dal pittore Telemaco Signorini, negli ultimi venti anni della sua vita.
  • Rapezzo è villaggio che risiede in un poggio alla destra del Santerno, "sulle ultime balze di un contrafforte dell'Appennino che diramasi dal monte di Campanara". E' scarsamente abitato.
  • Rifredo "risiede nella schiena dell'Appennino", lungo la strada che da Firenzuola capoluogo conduce, attraverso il passo del Giogo, a Firenze; qui nacque Giovanni d'Andrea, giureconsulto insigne, maestro all' Università di Bologna di Cino da Pistoia e di Francesco Petrarca. Nella zona si incontrarono e biblicamente si conobbero il poeta marradese Dino Campana e Sibilla Aleramo.
  • S. Pellegrino era graziosa ed accogliente frazione situata lungo la strada per Imola, a 6 Km di distanza da Firenzuola, ma attualmente è in modo irresponsabile devastata dai cantieri (3) per la realizzazione della ferrovia ad Alta Velocità; tuttavia se ci si toglie dai luoghi e congegni di devastazione, si riesce sempre a trovare ambienti ancora vivibili e riposanti nei boschi di latifoglie, negli splendidi ed estesi castagneti.
  • S. Piero Santerno è minuscola frazione situata sopra le estreme falde meridionali del Monte Coloreta "a cavaliere del fiume Santerno che scorre alla sua base ". Sembra che sia stata la popolazione di questo borgo, così vicino, a dar vita al castello di Firenzuola, allorchè nel 1332 se ne iniziò la costruzione.
  • Tirli è stata frazione molto importante, in quanto sede di un castello degli Ubaldini di Susinana, ma oggi si presenta scarsamente popolata. Si trova lungo la strada provinciale che da Coniale conduce a Palazzuolo sul Senio.
  • La Traversa o S. Iacopo a Castro è frazione posta sulla sinistra del Santerno, alle sue sorgenti, in un "risalto di poggio", lungo la Statale 65 nelle vicinanze del Passo della Futa ed ai piedi del Sasso di Castro. E' un piacevole luogo di villeggiatura. Durante il secondo conflitto mondiale vi sostarono prima il generale Kesselring e dopo il generale Clark.
  • Le Valli oggi ridente e soleggiato borgo, situato su di un'altura e circondato da ampie distese di campi coltivati e di prati, digradanti verso il fiume Santerno ed il torrente Diaterna, è situato a pochi km da Firenzuola, lungo la strada statale che conduce a Casetta di Covigliaio. Sembra che nella chiesetta di suddetta frazione sia stato sepolto il capitano Ramazzotto Ramazzotti di Scaricalasino (Monghidoro), l'anno 1464.
  • Visignano è piccola frazione scarsamente abitata. Di questa frazione sono da segnalare gli ampi finestroni della chiesa parrocchiale, opera delle fornaci Chini di Borgo S. Lorenzo, in cui sono dipinti i quattro evangelisti oltre a S. Giacomo e S. Cristoforo. Si tratta di opera di eccezionale valore artistico.